Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all’attenzione ed alla promozione della persona.
Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone.
Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano - costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori - per valorizzarlo stabilmente”.
L’articolo 8 della Carta dei valori del Credito Cooperativo, nell’affermare il primato e la centralità della persona, esplicita, di fatto, il valore cardine della cooperazione. Un valore che dà forma a tutti gli altri: dalla responsabilità sociale dell’impresa alla mutualità prevalente; dalla partecipazione alla solidarietà; dalla coerenza alla capacità di promuovere una cultura volta a dare contributo stabile alle comunità locali.
(Dall'introduzione al Bilancio Sociale e di Missione anno 2008)
Presentazione - La lettera del Presidente
È trascorso un anno di intenso lavoro che abbiamo affrontato nello scenario di una crisi economica e dei mercati annunciata, ma soprattutto vissuta a fianco delle famiglie e delle piccole imprese del territorio, ormai alle prese con una recessione particolarmente difficile da fronteggiare perché globale e profonda.
Anche il nuovo anno che stiamo affrontando, si apre in un contesto di complicata lettura e previsione.
La crisi che stiamo attraversando, e che vede costantemente impegnati i governi e le banche centrali di tutto il mondo, interviene dopo un decennio di “sbornia” collettiva vissuta all’insegna del guadagno “a tutti i costi” che privilegiava la redditività nel breve periodo piuttosto che una crescita più fisiologica e progressiva di un’economia sostenibile, oltre che condivisibile.
La traduzione di questi criteri e di questi principi nella pratica economica mondiale è sfociata in uno spregiudicato vortice speculativo che ha finito per travolgere regole e buon senso, minando la base stessa di credibilità e di fiducia su cui si poggiano i rapporti relazionali degli uomini e delle istituzioni economiche.
L’economia dei mercati finanziari, nella foga di inseguire redditività (ed emolumenti, cfr. remunerazioni dei manager) sempre più alti, ha strutturato strumenti finanziari sempre più vicini all’ “Ingegneria“ economica, tutto ciò non è bastato a metterci al riparo dalle brutture di cui siamo stati testimoni, non sono bastate le regole come non sono bastate le grande fusioni e concentrazioni che hanno prodotto veri e propri colossi internazionali di economia ed intermediazione creditizia, creati apposta per poter reggere i nuovi stress ed i nuovi rischi dell’era di economia globale che stiamo vivendo.
Infatti abbiamo assistito, attoniti, alla scomparsa di grandi colossi bancari che sono stati i punti di riferimento ed i protagonisti dell’economia mondiale per quasi un secolo, ed altri non sono venuti meno solo grazie all’intervento di capitali pubblici! Del resto si sa, quando le cose vanno male è sempre il popolo che paga, infatti si tende a personalizzare i guadagni ma a condividere le perdite.
La crisi cui stiamo assistendo, dunque, non è la crisi del capitalismo e dei mercati in senso stretto, ma è una crisi dei valori che ruotano intorno al sistema finanziario e la cui mancanza pregiudica la credibilità e la fiducia, elementi essenziali senza i quali il sistema non regge.
In questo contesto, il nostro sistema creditizio in generale ed il sistema del Credito Cooperativo in particolare, pur subendone le conseguenze indirette è riuscito a non rimanere direttamente e pesantemente coinvolto.
Dobbiamo riconoscere che una Vigilanza più attenta e tempestiva ha giocato un ruolo determinante in questa direzione.
Dobbiamo anche riconoscere, però, che anche il nostro modo di essere Banche differenti ci ha consentito, nel tempo, di sostenere scelte e strategie controcorrente che oggi sembrano darci finalmente ragione.
Continuare ad essere Banche del territorio, società di persone e non di capitali, ci ha consentito di mantenerci con i piedi per terra e vicini all’economia reale.
Lo scenario economico e congiunturale che stiamo vivendo ci da ragione dei valori che hanno sempre contraddistinto il nostro modo di perseguire lo sviluppo sostenibile dei territori in cui ci siamo storicamente radicati.
Radicamento conseguito attraverso la credibilità, la coerenza ed il coraggio.
Solo un’istituzione credibile e coerente, che gode della fiducia e del rispetto dei propri interlocutori può mettere radici salde e durature che sappiano resistere anche alle “ intemperie economiche “ di momenti difficili come questo.
Non deve mai mancare il coraggio! Che non è azzardo, ma che ci consente di essere lungimiranti e di non rinunciare a realizzare i sogni.
Noi della BCC di San Calogero, nel dare concretamente l’avvio alla realizzazione della “Casa del Socio” abbiamo cercato di essere lungimiranti, di dare al territorio di riferimento un segnale chiaro di come la BCC è parte integrante di esso nonché bene insostituibile ed inalienabile, capace di individuare i bisogni e le potenzialità del territorio, di condividerne le sorti.
Abbiamo lavorato sodo cercando di potenziare le nostre capacità di intrecciare relazioni con altri soggetti economici ed istituzionali locali e regionali.
Siamo convinti che bisogna farsi scegliere, quali interlocutori privilegiati, non solo per convenienza economica ma anche per la nostra capacità di interpretare i bisogni del territorio e di sostenerli dal punto di vista socio-culturale oltre che economico.
In quest’ultimo anno la BCC di San Calogero, assieme alla Federazione calabrese delle BCC ed a quasi tutte le altre consorelle della nostra Regione, si è resa protagonista della concessione del primo mutuo in pool della storia delle BCC calabresi, perfezionato a tasso agevolato a favore della Fondazione “Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime” della mistica Natuzza Evolo della vicina Paravati di Mileto.
Anche questo finanziamento, che permetterà alla Fondazione di poter continuare i lavori della costruzione della grande Chiesa voluta dalla Madonna, costituisce per noi un vero caposaldo del nostro “ bilancio sociale” e del nostro modo di essere al servizio del territorio e delle istituzioni sane dei nostri luoghi.
Ripensando un poco alle difficoltà superate, agli sforzi ed alle energie impiegate, possiamo affermare che tutto ciò rappresenta un vero e proprio “miracolo” di Mamma Natuzza, orientato a dare fiducia ai fedeli sostenitori dell’opera per una sua certa e più veloce realizzazione.
Dott. Antonino Barone
Presidente del Consiglio d’Amministrazione